Storie "speciali"...

In questa sezione potrete trovare interviste, racconti di persone "speciali", approfondimenti di vario genere, riflessioni, temi di cultura e letteratura per bambini e ragazzi... di tutto un pò...

Ve lo racconteremo con gli occhi curiosi di chi ha voglia di sapere, scoprire, approfondire...

I profumi della mia infanzia

I profumi della mia infanzia

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Capivo che l’estate volgeva al termine quando dai filari della vigna facevano la comparsa i primi acini.  Seppur dal sapore non ancora dolcissimo ma più tendente all’agre ed ancora piccini nelle dimensioni per essere buoni da mangiare, noi bambini ci divertivamo a scommettere su chi ne avrebbe mangiati di più.

In fondo al viale, nella vecchia casina, fin dalle prime ore del mattino, gli adulti erano intenti a preparare la passata di pomodoro per l’inverno , tra pentoloni enormi di acqua bollente e contenitori con pomodori interi, lavati ed asciugati. L’intera famiglia riunita tra zii, nonni e genitori… ognuno intento a svolgere una parte del lavoro proprio come una vera e propria catena di montaggio. Tutt’intorno bottiglie e contenitori di vetro e bucce di pomodoro che stazionavano in un angolo in attesa di essere buttate via. Non ci era concesso stare con loro per il pericolo di farci del male tra lame di coltelli ed acqua bollente, ma nonostante ciò la curiosità era tale che ogni tanto si elevava nell’aria un urlo di rimprovero e noi come cani con la coda tra le gambe ed a testa bassa ci allontanavamo.

Questo momento coincideva anche con la preparazione del pane… ah! Che buono! Ne sento ancora l’odore…

La nonna vestita con un grembiule da cucina e con in testa un fazzoletto, lavorava il pane tra nuvole di farina ed un caldo asfissiante che toglieva a volte il fiato. Nell’aria l’odore della legna e di tanto in tanto lo scoppiettio nel forno a farle compagnia. Tutt’intono arnesi di un mestiere antico che viene tramandato da generazioni: il lungo forcone per rimestare le braci nel forno e la lunga pala in legno per estrarre il pane una volta cotto. Il suo sguardo attento verso il forno per scrutarne la giusta temperatura data dal cambiamento di colore dei mattoni che divenivano bianchi e quel rituale che si ripeteva come un gesto scaramantico che la portava a segnare con le dita una croce su ogni pane… non ho mai capito se lo facesse come ringraziamento a Dio o come richiesta che ognuno cuocesse a dovere senza bruciare.

Noi bambini la pregavamo di farci “il pane piccolo”… una sorta di mini filoncino che amavamo mangiare ancora caldo. Non sempre il nostro desiderio veniva esaudito perché lei amava fare le cosiddette “pagnotte” che una volta raffreddate venivano in parte consumate ed in parte congelate in vista dell’arrivo dell’inverno. Molto spesso venivamo ripresi dalla sua occhiata severa e da quel “Quelle no!… il pane non si taglia quando è caldo”…

Non ci restava che tornare a giocare ed a far “danni” altrove… così correvamo dietro alle galline oppure ci arrampicavamo sugli alberi o ancora ci divertivamo a frecciare come saette con le nostre biciclettine fino al momento in cui qualcuno di noi rovinosamente cadeva a terra o fino al momento del pranzo. Già il pranzo… il momento che più odiavo, perché come ogni anno e come ogni domenica dell’intero anno solare, il menù non variava… come primo venivano preparati “sempre” gli ziti al pomodoro, ovvero un formato di pasta che veniva spezzato a crudo in varie parti. La cosa che ancora ricordo è che nel piatto trovavi varie misure di pasta ed inevitabilmente  quegli odiatissimi pezzettini. Avevo ogni volta la sensazione che qualcuno prima di te li avesse mangiati e poi risputati nel piatto. Orribile! Per secondo (sempre) il pollo al forno con patate, di quelli “genuini” come ci veniva detto… di quelli “mangia che sono buoni e fanno bene” … chissà poi perché! Solo che per mangiarli avevi bisogno di denti forti perché le carni erano dure ed asciutte e se non avevi l’accortezza di masticarle bene avevi bisogno di un intero bicchiere di acqua per mandarle giù! Per fortuna però questo sforzo veniva ripagato alla fine con il dolce. La crostata con la marmellata fatta in casa o il ciambellone che nel sapore ricordava il più classico pan di spagna, morbido e con il profumo di limone. Di quelli non mi sono mai lamentata, ma dovevo meritarli mangiando tutto.

Oggi, da adulta ripenso a quei momenti e da mamma mi viene da sorridere pensando che anche con mia figlia tante volte ho detto: “se non mangi… niente caramella”, oppure le volte che mi dice: “mamma ti aiuto” ed io le rispondo: “no amore, questo è pericoloso, non puoi aiutarmi”.

Nella sua espressione rivedo me bambina, con lo stesso sguardo curioso e la voglia di sperimentare cose nuove… “cose da grande”!  Il suo broncio al mio no ma al contempo la sua intraprendenza ed il suo non perdersi d’animo davanti ad una negazione.

Sono questi i momenti in cui sorrido e dentro di me penso…

 

“Si, forse non sono una mamma perfetta… ma provo a farlo al meglio questo lavoro di mamma”!

Un sorriso e... AVANTI TUTTA!!!

Un sorriso e... AVANTI TUTTA!!!

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Non amo raccontare storie tristi legate al mio passato perché sono abituata ad affrontare la vita sempre con il sorriso e fortunatamente questa cosa sono riuscita anche a trasmetterla a mia figlia … ad essere solare ed a combattere ogni giorno… perché in fondo anche quando viviamo momenti tristi, li fuori … da qualche parte nel mondo purtroppo c’è forse qualcuno che sta combattendo una battaglia più grande della nostra… quindi bisogna essere grati e soprattutto bisogna reagire… sempre!!! Come dico sempre: Avanti tutta!!!

L’ho imparato sulla mia pelle circa tre anni fa e lo voglio raccontare sperando che ciò possa essere di aiuto ad altri genitori che si trovano costretti ad affrontare momenti difficili… 

Il racconto è un pochino lungo… ma credetemi questo è solamente un riassunto “stringato” di ciò che è stata la storia reale…

Il tutto coincide con l’inserimento al nido della baby… dopo solamente alcune settimane la comparsa della prima febbre… tutto normale pensiamo (e lo pensa anche la pediatra)… sai stare con altri bambini, lei che è stata per tutto il primo anno in casa con me… mettono in bocca dei giochi, si scambiano i ciucci… tutto normale dai… antibiotico e presto torniamo in forma…

Poi si torna finalmente al nido… ma dura poco… dopo soli 7 giorni di nuovo febbre alta… di nuovo antibiotico…

E si va avanti così per alcuni mesi… mesi fatti di ansia, visite, pronto soccorso quando la febbre superava i 39 gradi e non c’era verso di abbassarla… in cui a turno ci si alzava ogni notte a controllare la febbre … a controllare il respiro… ogni ora.  Poi l’improvviso peggioramento… la baby smette di mangiare… qualunque cosa le offrivamo era seguito da un suo rifiuto… da un suo: “ no vojo”… dalla sua bocca che si chiudeva come le migliori delle serrature… di quelle a prova “di scasso”…

in noi ogni “non voglio” corrispondeva all’ansia che aumentava… a pensieri che si univano nella mente oramai già sovraffollata… al pianto chiusi in bagno con la scusa di lavare le mani, allo sforzo di sorridere davanti a lei… ancora piccola per capire i nostri occhi rossi e gonfi… già! Perché anche “i grandi” piangono!

Difficile capire la situazione… il perché… troppo piccola per poterci spiegare i suoi sintomi…

Ma possibile che nessuno ci dice cosa cavolo succede? Perché ogni settimana la nostra piccola sta sempre peggio? Possibile che il nido riduca così i bambini? O meglio… la nostra bambina…

Guardavo gli altri bambini… anche loro frequentavano il nido… ma nessuno stava così male… nessuno era peggiorato così tanto da quando aveva iniziato… la situazione era diventata insostenibile ed inaccettabile per noi. C’è chi fa l’abbonamento al cinema… noi lo avevamo fatto con lo studio della pediatra.

Decidiamo di andare a fondo, di capire ed iniziamo una serie di visite, di accertamenti… analisi con valori inesatti, diagnosi dove ogni medico formulava una diagnosi… sempre diversa e sempre basandosi su quanto detto in precedenza da un suo collega. Penso di aver consumato la tastiera del computer in quel periodo per documentarmi, per capire se quanto dettoci dallo specialista di turno poteva essere la causa del malessere della nostra piccola…

In accordo con la pediatra decidiamo di andare a Roma al Bambin Gesù, da colui che ci era stato descritto come “il luminare della scienza” per una visita, il quale dopo ben 5 ore (e sottolineo 5 ore) di attesa su una sedia in un androne delle scale, ci fa entrare nel suo studio privato… ci fa accomodare e ci fa alcune domande… quando è iniziato, quali sintomi ha, poi le controlla le orecchie e la gola… tutto qui! Nessun ulteriore accertamento… bastano quelli che sono già stati fatti e poi noi non siamo residenti… come giustificare eventuali spese per l’effettuazione di ulteriori accertamenti?

“Signori ma perché siete venuti fino a Roma? Avete solamente perso del tempo… bene vorrà dire che ne approfitterete per visitare Roma… per me potete tornare a casa… la bambina frequenta il nido… è normale e facile ammalarsi… quando le viene la febbre datele un antipiretico e basta… il problema dei genitori di oggi è che si preoccupano troppo per i figli… ah! L’era di internet…”

Torniamo a casa sconfitti, affranti e con il portafogli “molto” più leggero… quello che doveva essere un viaggio risolutivo si è invece trasformato in una burla… siamo noi esagerati…

Quella notte è stata lunghissima… avevamo come la sensazione che il mondo ci fosse crollato addosso, impotenti ed arrabbiati con noi stessi per non poter far nulla per far star bene la nostra piccola… derisi da colui nel quale avevamo riposto tutte le nostre speranze. Siamo nello sconforto totale e come si dice “abbiamo toccato il fondo”.  Torniamo dalla pediatra con l’esito della visita fatto alcuni giorni prima ma quando entriamo nel suo studio lei ci accoglie con un: “ umm… signorina il tuo visino pallido non mi piace neanche un po”! Le raccontiamo cosa è accaduto ed anche lei resta al quanto sconvolta. A quel punto  decide che la situazione è oramai insostenibile… la baby ha smesso anche di bere da due giorni quindi è in disidratazione… ci fa il foglio di ricovero.

Arrivati in ospedale si rendono conto immediatamente che la situazione non è delle migliori … è il 5 gennaio… lo ricordo bene perché nel reparto di pediatria avevano preparato il sacco della befana e ad ogni bambino danno un regalo… anche a noi! Ma il nostro regalo resta li sul tavolo di fianco al letto per alcuni giorni… non sono interessanti neanche più i giochi al momento… non abbiamo forza sufficiente per stare sedute… abbiamo solamente voglia di alcune coccole della mamma.  

Le prime cure… i primi accertamenti poi il trasferimento in oncoematologia pediatrica… ricordo ancora quella sensazione di mancanza di aria… soffocamento, come se qualcuno ti stringesse le mani attorno al collo ed i tanti “perché”… tra cui: perché siamo nell’ultima stanza prima del off limits?… i pianti a singhiozzo… la sensazione di disorientamento di chi non sa cosa sta succedendo. Chiedere ai medici non sarebbe servito a nulla… anche loro non sapevano, stavano indagando…

Attese lunghe aspettando esiti di esami… nuovi esami… e la solita frase ricorrente: “mamma non possiamo esprimerci, non abbiamo ancora chiaro il quadro della situazione… sappiamo che non è facile, ma non appena ne sapremo di più le diremo qualcosa”… e tu vivi in stand by… tutto passa in secondo piano… anche farsi una doccia o prendere un caffè! Io non ti mollo amore mio… io sono qui con te!

In questo reparto ho compreso realmente il valore ed il significato di chi al mattino si alza per svolgere il proprio lavoro mettendo anima e corpo in ciò che fa… l’umanità di queste persone che oltre a svolgere un semplice lavoro riescono a trasmetterti vicinanza e rincuorarti nei momenti bui. Ognuna di loro speciale e fondamentale… ognuna di loro sempre pronta ad un sorriso… ad un abbraccio… ad un: “vedrai mamma che presto starà bene”… le ho sentite vicine… tutte! E tutte in qualche modo sono entrate a far parte della mia vita… della mia famiglia. Non sono mai mancati sorrisi verso i loro piccoli pazienti e neanche carezze… dalle infermiere al primario. Ora non mi chiedo più come sono "gli angeli" ... perchè noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarli!!!

Durante i 15 giorni di ricovero si parlava anche con le altre mamme in corridoio… ognuna con una storia diversa… ognuna di loro pronta a gioire insieme per un piccolo miglioramento… anche se il miglioramento non riguardava la salute del proprio figlio.

Perché si fa così… chi capisce realmente cosa è il dolore riesce a gioire per ogni minuscola luce di speranza…

Ho fatto così anche io … ho gioito per loro quando sono andati finalmente a casa, ho cercato di dare loro forza quando sono arrivate notizie non belle.

Finalmente dopo 15 giorni i miglioramenti sono significativi… possiamo sorridere anche noi… è il primario che viene a comunicarcelo:

“ Mamma, finalmente abbiamo tutti gli esiti! A volte si nasce con difese immunitarie molto basse per cui anche dei banalissimi virus possono creare problemi… un virus influenzale ha colpito le adenoidi… avevamo il sospetto ed abbiamo fatto una cura mirata. Le condizioni della bambina sono buone… Il percorso per voi sarà ancora lungo… dovrete fare una cura per rinforzarle… ma tra alcuni giorni potete tornare a casa”

Non riuscivamo a smettere di piangere... un pianto liberatorio a singhiozzi… abbracci e quei: “grazie” detti con il cuore alla dottoressa che ci guardava con il sorriso di chi riesce a comprendere cosa significhi stare li.

Nonostante siano trascorsi alcuni anni non riesco a non piangere quando ci penso… anche ora mentre scrivo non riesco… ma questa esperienza mi ha (ci ha) cambiato… ci ha reso più forti, ci ha fatto comprendere quali sono le cose importanti della vita, ci ha permesso di dare un valore reale ai sentimenti.

Anche nei momenti peggiori in cui tutto sembra non avere più senso, in cui la luce si spegne ed insieme a lei le energie bisogna trovare la forza di continuare a combattere… bisogna crederci!

Chi molla è perduto… quindi AVANTI TUTTA… SEMPRE!!!

Sei sicuro di fare sempre la cosa giusta?...

Sei sicuro di fare sempre la cosa giusta?...

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I social sono un ottimo strumento di comunicazione entrati oramai nella nostra quotidianità…

Ci permettono di essere sempre in contatto con i nostri amici, trovarne di nuovi, permettono il confronto e per alcuni di noi sono un ottimo strumento di lavoro… ma questi sono gli aspetti positivi…

E’ già… perché i social possono diventare (e sempre più spesso stanno diventando) uno strumento deleterio se non utilizzati in maniera corretta.

A cosa mi riferisco? Ora ve lo spiego…

Quante volte avete letto un post interessante e d’istinto lo avete condiviso? Sulla vostra bacheca, sulla vostra pagina, in gruppi… ecco! Questa è una cosa da evitare assolutamente… o meglio evitate di farlo nell’immediato e soprattutto prima di essere certi che la “tale” notizia sia vera… evitate insomma di creare allarmismi e danno a persone… o peggio a brand… come? …

Un esempio recentissimo: l’ennesimo video immesso nella rete (uno dei tanti…) che in brevissimo tempo ha avuto una diffusione notevole in quanto relativo ad un prodotto per l’infanzia… in cui si notava la presenza di puntini neri in movimento… larve, vermi… insomma “bagaglini” vivi non identificati… tutte siamo mamme e tutte vogliamo il bene dei nostri figli (e magari in quel momento stiamo dando al nostro bimbo proprio lo stesso prodotto! AIUTO!!!) … quindi ci sembra logico nel momento in cui ci troviamo di fronte a cose simili avvisare tutti i nostri contatti… ci immedesimiamo nelle parole di quella mamma che racconta e condividiamo con un… “guardate qui!” oppure attenzione!!! … quindi? (direte voi…) … cosa ci può essere di male?

Per rispondere a questa domanda vi faccio un'altra domanda… non si fa (direte voi!) … pazienza rispondo io … questa volta anche io agisco d’impulso!

Prima di avere un profilo social come facevamo a comunicare l’accaduto a chi di dovere?...

Chi ha avuto la fortuna (come me) di vivere anche una vita precedente a facebook, twitter e whatsapp avrà sicuramente sentito parlare del famoso: “Servizio consumatori”… per chi non ne ha mai sentito parlare non spaventatevi non è una “brutta cosa”…  Effettuando ricerche ho scoperto che questo servizio… esiste ancora! E che le persone che rispondono, l’80% delle volte sono molto gentili e disponibili…

Vi ricordate? Si chiamava il numero verde e si esponeva il problema (a proposito ancora oggi il “numero verde” è gratuito!) e poi si veniva ricontattati e solitamente se il problema era realmente esistente si riceveva a casa una lettera in cui ti davano spiegazioni dell’accaduto seguito da tanto di scuse ufficiali… il tutto accompagnato da prodotti omaggio … non era male… sapete?

Ma scusate… perché oggi non lo utilizziamo più??? Ci lavora “brava gente”… che ogni mattina svolge il proprio lavoro… si ma se non li chiamate li lasciano poi a casa eh!

Ora vi svelo il segreto di ciò che è meglio fare nel caso in cui vi troviate di fronte ad un prodotto che presenta problemi di qualunque natura… prendete carta e penna! Pronti?

  1. Prima cosa da fare prima di aprire e consumare qualunque prodotto sarebbe quella di controllare che la confezione risulti integra… solo un prodotto “integro” vi garantisce standard qualitativi. Capisco che sia difficile quando soprattutto i “pupi” urlano come ossessi perché hanno una fame da orbi… ma in quel caso basta provare a premere sulla capsula (tappo)… se non sentite nulla date da mangiare alla svelta al pupo prima che i vicini chiamino le forze di polizia allarmati dalle urla… se la capsula dovesse fare “clik- clak”… e se il pupo urla… prendete un'altra confezione perché quella non vi garantisce tutti gli standard qualitativi che l’azienda ha menzionato sulla confezione… in pratica è più facile che il prodotto sia andato a male o che sia diventato nel frattempo la dimora preferita dei “bagaglini” neri di cui accennavamo prima…
  2. Prima di mangiare il prodotto a cucchiaiate come solitamente fate con “la crema al cacao” di cui non faccio nome, visto che non vengo pagata per fare loro pubblicità… ma che tutti conosciamo … guardatene il colore, sentitene l’odore ed assaggiatene un ½ cucchiaino… se non notate nulla di anomalo… potete utilizzare anche il cucchiaio…
  3. Se il prodotto presenta anomalie la prima cosa da fare è quella di annotare ogni dato che possa essere utile al fine di effettuare ulteriori controlli… quindi:
  4. Lotto di produzione (solitamente una lettera seguita da numeri) che si trova vicino la data di scadenza. A proposito la lettera ne indica il mese di produzione… se siete curiosi cercate in rete: (*Tabella per la decodifica del lotto di produzione)
  5. La data di scadenza
  6. Cercate di ricordare in quale giorno indicativamente avete acquistato il prodotto… magari provate anche a cercare nel vostro portafogli lo scontrino… ed in quale punto vendita lo avete acquistato
  7. Pensate se dall’acquisto al momento del consumo del prodotto questo possa aver subito cambiamenti improvvisi di temperatura (tipo è andata via l’elettricità, l’avete preso dal frigo e poi rimesso li dopo un ora perché pensavate di mangiarlo ma poi non lo avete fatto) … insomma azioni che possano averne (anche involontariamente) provocato l’alterazione

Bene… a questo punto guardate l’involucro esterno o la confezione e cercate il numero del famoso ”Servizio consumatori” di cui parlavamo prima… se avete buttato via l’involucro o non lo trovate cercatelo in internet…

Tenendo sottomano tutte le informazioni che in precedenza avete annotato … chiamate e raccontate quanto accaduto.

Rendetevi disponibili ad inviare via mail eventuali immagini che possano validare quanto affermate…

Ora non vi resta che attendere che l’azienda effettui tutti i controlli del caso e che vi ricontatti (le aziende serie solitamente lo fanno…) spiegandovi il perché si è verificato il problema e se grazie alla vostra segnalazione ed ad ulteriori accertamenti hanno adottato misure cautelative.

Fatto ciò sentitevi orgogliosi… siete degli “ottimi clienti” ed avete compiuto una azione sana e corretta.

Il procedimento sopra vi sembra lungo? … se non lo è stato per me che ho dovuto scriverlo per voi lo sarà ancor meno… alla fine voi dovete fare solamente una telefonata gratuita!

Volete scrivere nel frattempo quanto vi è accaduto e diffonderlo in rete? Siete liberi di farlo ora… ma precisando che avete già contattato il “Servizio consumatori” e promettendo di diffondere anche l’eventuale risposta che l’azienda darà a seguito dell’effettuazione di controlli.

In questo modo oltre che a fare del bene ai vostri amici lo farete anche a tutti coloro che lavorano in quella azienda che non rischierà di subire danni di immagine e cali di produzione causati dall’”istinto” di diffondere notizie tramite social prima dell’individuazione delle cause.

Ho dimenticato qualcosa o detto qualcosa di inesatto? … forse… a voi la parola!  Fatemi sapere cosa ne pensate…

Associazione La Via Dei Colori

Associazione La Via Dei Colori

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Portare un bambino a scuola è un gesto naturale che le mamme compiono ogni mattina… un rituale che si ripete…

Un bacino, una coccola e poi l’affidamento della parte più importante della tua vita nelle braccia delle insegnanti… persone di cui ci fidiamo ed alle quali lasciamo la possibilità di sostituirci nei momenti di assenza. Si va via tranquilli con la consapevolezza che i nostri figli siano affidati a professioniste responsabili e fidate…

Poi una terribile scoperta… una telefonata che ti cambia la vita, che ti getta nello sconforto… che provoca rabbia ed allo stesso tempo disorientamento… un assistente sociale che ti esorta a recarti con una certa fretta all’asilo, in quanto le maestre sono state arrestate con l’accusa di maltrattamenti ed abusi…

E’ quanto purtroppo è accaduto ad Ilaria Maggi, presidente dell’Associazione La Via Dei Colori, nel dicembre 2009 solamente per aver scelto di portare suo figlio all’asilo nido Cip e Cip di Pistoia.

“Non si può spiegare cosa accade nella testa e nel cuore in quegli interminabili secondi che ti separano da tuo figlio… vorresti gridare per la rabbia… prendere il tuo piccolo e portarlo via da quel posto che gli ha rubato per sempre l’ infanzia…”

E’ da qui che nasce l’Associazione La Via Dei Colori… da quella orribile sensazione di smarrimento che ti investe quando scopri che qualcuno ha fatto del male a tuo figlio… dal voler trasformare quell’enorme senso di dolore ed impotenza per aiutare altri che come noi si sono trovati costretti loro malgrado, ad affrontare simili situazioni.

L'occasione arrivò quando nell'autunno 2010 uscì l’ennesimo caso di maltrattamenti all’asilo di Pinerolo.

Negli occhi di quei genitori, in TV riconoscemmo i nostri meno di un anno prima e fu così, che insieme ad altri genitori decidemmo di creare questo splendido progetto chiamato La Via dei Colori. 
Da allora ogni giorno ci siamo impegnati per fornire ascolto, sostegno, organizzazione ed aiuto tecnico e pratico a chiunque avesse dubbi riguardo ad una scuola o casa di cura, ed a chi si trova a vivere una realtà sconcertante come abbiamo vissuto noi.

 

Ad oggi La Via dei Colori si occupa principalmente di dare sostegno organizzativo, morale e tecnico legale e medico, alle famiglie coinvolte in fatti analoghi al nostro, seguendole insieme a tutti i professionisti del Nostro Comitato Scientifico lungo il percorso complicato che parte dal semplice dubbio, passando dalle denunce e le indagini, fino all'eventuale processo. Ultimamente ci stiamo impegnando anche per dare il supporto POST-trauma ovvero lungo tutto il complicatissimo viaggio nel reinserimento della persona maltrattata all'interno delle nuove strutture, o nella vita di tutti i giorni che contrariamente a quanto si possa pensare, non è assolutamente facile.
L'esperienza maturata da La Via dei Colori e dai professionisti del nostro Comitato Scientifico in questi anni nei casi, tra gli altri, di Quarrata, Pistoia, Grado, Chiavari, Conselice, Vado Ligure, Barletta e Bisceglie, aiuta le famiglie delle vittime e le numerose persone coinvolte a vario titolo, a non sentirsi spaesati come purtroppo successe a noi nel Dicembre 2009.

Mettere in pratica tutto quello che abbiamo ahimè dovuto imparare sulla nostra pelle in questi difficili anni, usando tutte le accortezze che questi casi richiedono, può davvero fare la differenza ed essere un elemento indispensabile affinché i diritti di questi bambini e delle famiglie vengano tutelati come realmente meritano. Ecco perché stiamo provando a farci conoscere in ogni modo possibile.

Spesso i processi finiscono in un nulla di fatto solo perché i genitori hanno paura ed essendo spaesati e non sapendo che fare, preferiscono desistere limitandosi ad allontanare i propri figli dalla situazione maltrattante senza sporgere denuncia. Questo lascia in pericolo tanti altri bambini e le loro ignare famiglie. Non esiste giurisprudenza e letteratura precedente rispetto ai maltrattamenti in struttura, ed al momento la nostra associazione sta seguendo numerosissimi casi nei quali la nostra esperienza ci permette di fornire alle famiglie ed alle vittime, una competenza specifica importante. 

E' complicato spiegare o capire la sensazione che ti assale in questi casi. Le paure, le incertezze, i dubbi, le insicurezze, i terribili sensi di colpa. Cerco ogni giorno come presidente di ricordarmi da mamma di cosa ho avuto bisogno in questi quattro anni, e poi con l'aiuto degli angeli che ci aiutano, provo a cercare un modo per fornirlo alle famiglie che ci chiedono aiuto. Questo mi permette di dare un senso al dolore che abbiamo vissuto e di incanalare la tanta rabbia che nonostante il sorriso che cerco sempre di dedicare a mio figlio, c'è e forse ci sarà sempre.

Il trucco sta forse nel trovare il modo di trasformare la rabbia in qualcosa di utile e buono, e quando scopri che la tua fatica ha permesso a qualcun altro di alleviare una sofferenza, tutto diventa un po' più facile.
Noi nel tempo abbiamo provato a creare una rete di persone e servizi che sostengano e aiutino le famiglie a 360 gradi guidandoli dal dubbio, alla denuncia, al processo, al supporto psicoterapico, al reintegro del bimbo in una nuova struttura facendo anche formazione alle nuove maestre. Abbiamo aperto uno sportello di prevenzione al BurnOut per permettere a tutte quelle figure a rischio, come infermieri e insegnanti, che si trovassero in una condizione di stress elevato difficile da gestire, di trovare un aiuto PRIMA di esplodere e compiere atti orribili su persone indifese come bimbi, disabili o anziani.
Forniamo inoltre alle famiglie, la possibilità di accedere ad un supporto psicologico telefonico ed immediato tramite la Dott.sa Mancioli, Psicoterapeuta Responsabile dell'Area Psicologico Giuridica del nostro Comitato Scientifico che comprende anche avvocati, educatori ed altri professionisti che ogni giorno si mettono a disposizione dei nostri soci per rispondere alle domande e sostenerli ognuno con la propria competenza.

 

Esiste un sito internet a cui potersi rivolgere in caso di necessita:

http://www.laviadeicolori.org/

 

 

-      Io leggendo il tuo racconto Ilaria ho avuto i brividi ed inconsciamente ho tentato di resettare quell’orribile pensiero ma da mamma mi rendo conto che è fondamentale che sempre più persone conoscano la vostra Associazione in modo tale che possano trovare supporto ed aiuto in caso di necessità. Ritengo utile inoltre sottolineare l’importanza di osservare i propri figli e ti chiedo se hai dei consigli da dare a tal proposito

“Chiamo sempre in causa "l'istinto mammesco" perché quando una mamma "sente" che c'è qualcosa che non va, di rado si sbaglia. Dopo questo sicuramente non bisogna sottovalutare mai i cambiamenti delle abitudini. Un bimbo che ha sempre mangiato con gusto, che all'improvviso diventa inappetente…  un bimbo sereno che diventa aggressivo o che fa giochi violenti…  un bimbo che ha sempre dormito senza problemi che comincia a svegliarsi spesso con gli incubi.

I cambiamenti sono sempre sintomo di un disagio anche se non per forza questo deve essere un disagio legato alla scuola o ad un abuso.

 

-      Quale è stato il “campanello di allarme” che ti ha fatto capire che qualcosa non andava?

 

“Io purtroppo non mi sono accorta. Io ho ricevuto una telefonata dagli assistenti sociali che mi dicevano di andare a prendere subito il bimbo in quanto avevano arrestato le maestre. Non passa giorno in cui io non ripercorra i mesi di frequentazione per capire dove mi sarei potuta accorgere o dove io abbia mancato...

ma non esiste motivo.

Per noi genitori inesperti, per altro senza coscienza di casi precedenti, non c'era modo di prevederlo.

Se vi va di sapere cosa è successo in quel maledetto giorno, potete leggere la campagna #ventiquattro sul nostro sito che ripercorre istante per istante le nostre storie in quel 2 dicembre 2009! (http://www.laviadeicolori.org/category/iniziative/ventiquattro/)

 

       -    Come stà ora il tuo bimbo e soprattutto riesce ancora a fidarsi delle persone?

 

“ Mio figlio a distanza di tempo ancora ahimè porta i segni e gli strascichi di quello che è successo. I maltrattamenti specialmente in ambito psicologico, sono "mali trasparenti" che però guariscono con molta più difficoltà dei lividi veri e propri.

Mio figlio pare fidarsi di tutti apparentemente…. in realtà non si fida di nessuno e mette tutti, me per prima, alla prova comportandosi male e provocando le nostre reazioni per "testare" fino a quando siamo disposti a "non dare in escandescenze".

Io ormai ho imparato e quando mi provoca reagisco al contrario di quanto vorrei... se alza la voce, io la abbasso, se mi picchia, io lo abbraccio... ma far capire tutto questo alla società che lo accoglie ogni giorno non è semplice.

 

Ringrazio ufficialmente Ilaria Maggi per averci dato la possibilità di conoscere La Via Dei Colori e per la disponibilità dimostrata nel raccontarci la sua storia.

Adriana Cantisani - non chiamatela solo "Tata"...

Adriana Cantisani - non chiamatela solo 'Tata'...

Oggi vi racconto dell’incontro avuto con Adriana Cantisani, che molti di voi conoscono come la Tata Adriana del programma televisivo SOS tata. Ho avuto la fortuna di incontrarla al Children’s Tour a Modena dove presentava al pubblico English is Fun! questo bellissimo metodo di apprendimento dell'inglese per i più piccoli basato sul divertimento e sono rimasta colpita devo dire positivamente, da questa donna solare e sempre sorridente, disponibile nonostante i suoi impegni a dedicare del tempo a fare due “chiacchierare” con una semplice mamma come me.

Quando mi sono avvicinata a lei mi ha subito trasmesso una sensazione positiva… di una persona ben disponibile verso gli altri e mi ha accolta nel suo stand ed invitata a sedermi.

Dopo le presentazioni in cui ho precisato di non essere una blogger (a mio avviso le blogger sono professioniste) e di non essere giornalista, ma semplicemente una mamma curiosona che chiacchiera con altre mamme… sono rimasta colpita dalla sua reazione …

con un sorriso mi ha guardato e mi ha chiesto: “cosa vuoi che ti racconti?”

E’ da li che è iniziata la nostra piacevole conversazione… mi ha raccontato chi è Adriana e cosa l’ha spinta ad intraprendere la sua carriera lavorativa al fianco dei bambini.

 

“Sono nata in Uruguay ma cresciuta in California, dove la mia famiglia ha deciso di trasferirsi negli anni 70. Qui mi sono laureata in lingue con indirizzo in psicologia cognitiva per l’apprendimento linguistico.

Provengo da una famiglia multilingue, da madre di origine brasiliano tedesca e padre italiano e fin da giovanissima ho iniziato a lavorare con i bambini, tanto che all’età di 18 anni coordinavo l’inserimento dei bambini messicani in una scuola californiana. Per anni poi mi sono occupata di psicomotricità lavorando fianco a fianco con bambini ed adolescenti difficili. Il mondo dell’educazione infantile è sempre stata la mia più grande passione.”  

 

Ma quale è la motivazione che ti ha spinta a trasferirti dalla California in Italia?

[Dopo un bel sorriso mi dice:]

 “ l’amore.

Un estate ho iniziato una storia amorosa con il classico italiano in vacanza… una storia che doveva essere la classica storia estiva di un paio di mesi e che invece si è rivelata essere la storia della mia vita. 

Negli anni 90 mi sono trasferita a Bologna dove ancora oggi vivo con mio marito ed i miei due splendidi figli e dove ho avuto modo di entrare nel mondo delle scuole private divenendo insegnante di inglese, spagnolo ed italiano. " 

 

Ma da dove è nata l’idea di creare English Is Fun?

"E’ nata grazie alla mia passione per l’educazione infantile, grazie alle mie esperienze ed ai miei trascorsi.

Mi sono resa conto che esistevano tantissime scuole di lingua ma c’era bisogno di un metodo innovativo che permettesse ai bambini di avvicinarsi alle lingue attraverso il gioco… c’era bisogno di un metodo che permettesse ai più piccoli l’apprendimento attraverso il divertimento.

E’ così che ho sviluppato English is Fun! un metodo efficace che permette ai bambini anche piccoli l’apprendimento della lingua inglese, che ho raccontato nei dettagli anche nel mio libro Tata help!."

 

Ma come è iniziata la tua avventura televisiva?

"E’ iniziata per caso, in una giornata come tante… in quel periodo ero una educatrice specializzata nell'apprendimento delle lingue straniere nei più piccoli. Magnolia, era alla ricerca, per la trasmissione SOS Tata di una educatrice/ pedagogista anglosassone e si sono imbattuti in English in Fun!

Abbiamo ricevuto una telefonata a casa ed è stato mio marito a comunicarmelo:

“Adriana, ti hanno contattato per una trasmissione televisiva… è una bella occasione  perché non provi questa nuova avventura?”  Ed io continuavo a dire di no ed a scuotere la testa mentre mescolavo il ragù… e poi lui mi ha convinta!

Ecco! E’ nato tutto così, per caso!"

 

Una domanda che in molti ti faranno… cosa dire a chi critica la trasmissione televisiva SOS TATA?

(sorriso di Adriana)… forse si aspettava la domanda!

"E’ bene sapere che dietro le puntate che voi vedete in televisione, ci sono almeno 70 ore di registrazione ma che ovviamente i tempi televisivi sono diversi, quindi a volte è difficile far vedere tutto ciò che accade e vengono scelti i momenti più interessanti e significativi.

Quando una famiglia ci chiede consiglio su come affrontare un determinato momento o una determinata problematica, noi ci mettiamo a disposizione e cerchiamo di dare il nostro contributo dedicandoci completamente a quella famiglia. Non andiamo contro il volere della famiglia imponendo i nostri metodi e le nostre conoscenze, ma cerchiamo assieme a loro di trovare la soluzione ideale…."

 

Mi fai un esempio di cosa fate quando incontrate una famiglia che richiede il vostro aiuto?

 La prima cosa che facciamo quando conosciamo una famiglia è quella di farci raccontare nei dettagli quale per loro rappresenta la problematica da risolvere.

Cerchiamo di metterli a loro agio e chiediamo loro di raccontare nei dettagli quale è il motivo che li ha spinti a contattarci e poi li ascoltiamo e li osserviamo.

Non ci permettiamo di dire o fare una cosa che non ci è stata richiesta… ma in 45 minuti di trasmissione è difficile riportare il tutto ai telespettatori.

Quindi a volte chi è a casa vede solamente una sequenza di immagini:

il bambino che fa i capricci,

la mamma che piange

e delle tate che con la testa dicono no…

ma come detto sono sequenze montate per raccontare i momenti più importanti della storia… nella realtà i tempi sono molto più lunghi così come il lavoro svolto con loro.

 

Ma oltre al programma SOS Tata quali sono stati (o sono) i tuoi impegni televisivi e non?

"Nel 2010 sono stata sia creatrice che autrice assieme a Magnolia del programma English for me! Andato in onda sul canale DeA Kids. In questo nuovo format televisivo creato prendendo spunto da English is Fun! Ero in compagnia di Teo ed insegnavo ai bambini in età scolare come imparare la lingua inglese divertendosi, grazie al gioco. Poi sono diventata il volto della nuova trasmissione Adriana, Tino & me dove assieme ai bambini c’è la presenza di Tino... uno stravagante e tenero baby Muppets che scandisce la giornata dei bimbi dal risveglio alla pappa, dall'attività di gioco alla buona notte offrendo momenti di divertimento e d'apprendimento. Sporadicamente si uniscono ospiti dediti alla lettura delle favole ai bambini oppure a momenti di gioco.

Poi per quanto riguarda i libri, oltre Tata Help! Ho scritto la prefazione del libro Mamma parla con me di Nancy Carjan e Se mi vuoi aiutare, lasciami fare! Consigliato a genitori, educatori, e tutti coloro che quotidianamente si confrontano con il mondo dei più piccoli e che sono in qualche modo responsabili della loro educazione e crescita. Tanti consigli su come riuscirci divertendosi in cucina."

 

La mia chiacchierata con Adriana Cantisani si è conclusa così… tra la musica dello spettacolo in arena ed i vari curiosi che entravano nel suo stand, ma devo dire che è stato senza dubbio un piacere ed un onore avere avuto la possibilità di ascoltare il racconto di questa energica e solare professionista.

Cosa ricorderò di questo nostro incontro?

Senza dubbio il suo sorriso e la sua professionalità che le hanno permesso seppur tra mille impegni di accogliere ed ascoltare una semplice mamma curiosona.

Quindi: Tata Adriana… grazie!

 

http://www.adrianacantisani.it

http://www.englishisfun.it/

https://www.facebook.com/pages/Adriana-Cantisani-Profilo-Ufficiale

 

 

Il club delle Mamme "isteriche" ...

Il club delle Mamme 'isteriche' ...

Essere genitori è il mestiere più difficile del Mondo…

Quante volte avete sentito dire questa frase? ( e quante altre volte la sentirete dire…)

Fino a che i bimbi sono piccolini anche i problemi [“ini”] sono piccolini ma poi attorno ai 2-3 anni del bambino i genitori si trovano ad affrontare le prime “vere” verifiche … un po come essere sottoposti nuovamente agli esami di stato, con la certezza che qui non esistono suggerimenti e non c’è possibilità di copiare!

In quel momento ti rendi conto che tutte le tue certezze di genitore “perfetto” iniziano a vacillare e dai vita al continuo ed estenuante confronto con il tuo partner su quale sia la scelta migliore, quando è giusto dire di no e quando dire di si, come comportarsi e quale esempio dare. Ti rendi conto che non sei più tu a dettare le “regole del gioco” bensì un “piccolo nanetto” che più furbo di una volpe, ti ha osservato silenzioso per due anni ed ha annotato nella sua mente tutti i tuoi punti deboli… tutti!!! Senza neanche tralasciarne uno.  Ti conosce meglio di te stessa e sa perfettamente che basta un suo sorriso, una coccola, un “mamma/ papà” ti voglio bene per vincere la battaglia.  Il lato positivo? Tu entri di diritto a far parte del club dei genitori “isterici”!

Ah… se stai pensando che tu non fai parte della categoria “genitore isterico”… continua a leggere, poi ne riparliamo eh!!!

I genitori tentano il tutto per tutto per cercare di seguire ed istradare i propri figli a compiere scelte fruttuose e positive per il loro futuro ma poi arrivano a sentirsi dire la frase: ma chi te lo ha chiesto???

Ecco se siete già a questo punto potete evitare di continuare a leggere… per voi non c’è più speranza!

Già… perché anche noi prima di diventare genitori siamo stati figli… e chi di noi non ha mai detto questa frase? Io taaante volte!!!   Ma se avessi ascoltato i miei genitori forse avrei fatto scelte migliori…

ma quando sei figlio non accetti i consigli… o meglio la tua testa continua a dondolare come una statuina del “gongolo” e la tua bocca continua a ripetere come un registratore inceppato… “va bene mamma /papà hai ragione, farò come dici! Ma nella realtà fai l’esatto contrario di quanto hai appena sentito… non è vero? Vuoi dirmi che tu hai sempre fatto ciò che ti dicevano? …Ops… io mai!!!

E cosa dire della frase: “quando sarai genitore capirai”… a dire il vero tutte le volte che ho sentito questa frase mi sono chiesta: “ma cosa devo capire?” … ecco … ora che ne ho capito il senso sono “fritta”, rovinata… senza speranza!!!

Già perché quando diventi genitore nessuno ti allega il “libretto delle istruzioni” assieme a tuo figlio… almeno io l’ho cercato ma nella scatola non c’era! Allora devi essere “autodidatta” … testarlo… scoprirlo di volta in volta… e non serve dire: “ok… è il primo figlio con il secondo andrà meglio… perché ogni bambino è a se quindi ciò che vale per il primo figlio non è detto valga anche per il secondo … sarà forse per quello che io sono bloccata a quota 1!!!

E vogliamo parlare di tutte le volte che i bambini ti fanno arrabbiare? Tu provi a spiegare le cose con calma… cerchi di fargli capire perché non si fa… ma diciamo la verità: chi di noi non si è trovato ad urlare ed a dire: “ma quante volte ti devo dire che non si fa”!!! oppure: “guarda che se lo fai ancora mi arrabbio sul serio eh!” … se ora stai pensando che tu non hai mai detto queste frasi… rifletti!!! Forse nel luogo in cui vivi le dite in modo diverso… ma fidati che il senso è quello!

E pensare che quando la baby era piccina piccina che magari piangeva solamente per fame o bastava prenderla in braccio e darle il ciuccio per metterla in modalità stand by… restavo meravigliata ad ascoltare la vicina che con urla modello incredibile Hulk comunicava le cose ai suoi figli di 3 e 6 anni… io dentro di me dicevo: “ma cosa ha da urlare tutto il giorno… i bambini non sono sordi… questo è isterismo puro!!!

Poi un giorno è toccato anche a me… nell’unico attimo in cui non ero impegnata a ripetere: “ ti ho detto che non si fa… scendi dal mobile che cadi… non arrampicarti sul divano… non si corre per le scale… la mia mente mi ha suggerito… mi stò comportando come la mia vicina di casa.

A I U T O O O O!!!  Sono stata contagiata!!!

Ecco, in quel momento mi sono resa conto che per quanto amo alla follia mia figlia … (si il termine follia è appropriato in questo caso) e per quanto per lei sarei disposta e dare la mia vita…

Mia figlia mi ha regalato grazie al suo comportamento, la magnifica possibilità di :

ENTRARE DI DIRITTO A FAR PARTE DEL CLUB DELLE “MAMME ISTERICHE”…

Dopo quanto hai letto… con coscienza … esamina il tuo comportamento e dimmi:

“Sei ancora convinta di non far parte del nostro Club???"

Chiamiamo le cose con il loro nome...

Chiamiamo le cose con il loro nome...

 

 

Sempre più spesso mi capita di imbattermi in chi è simpatizzante per l'omeopatia e chi invece difende a spada tratta la medicina tradizionale con delle vere e proprie "battaglie virtuali" sui rischi e benefici dell'una o dell'altra e scambi di opinioni del tipo:

" io utilizzo solamente prodotti omeopatici e non do a mio figlio schifezze piene di effetti collaterali" ...

a cui solitamente segue la risposta:

" io mi fido solamente della medicina tradizionale perchè l'omeopatia non cura le forme virali" ...

Oggi non ho intenzione di difendere ne l'una e ne l'altra... cercherò di tenere per me il mio giudizio personale e sia chiaro rispetto le scelte di ognuno... ma avendo alle spalle degli studi chimici e qualche anno di università, mi piacerebbe fare una piccola precisazione sul significato di questi termini, molto spesso utilizzati a mio avviso in maniera impropria.

Siete sicuri di conoscere davvero il significato dei termini che utilizzate?

Il termine omeopatia oggi viene utilizzato per descrivere tutto ciò che è di origine naturale ... creme, dentifrici sbiancanti, prodotti da banco per la cura del raffreddore, prodotti erboristici...

Allora anche il minestrone di verdure è un preparato omeopatico?

E' naturale, fa bene ed è ricco di vitamine e sali naturali...

forse Samuel Hahnemann, il "papà" dell'omeopatia nel 1790 ha avuto quest'idea dopo aver pranzato con minestrone preparato con verdure coltivate dalla nonna... forse è da li che ha avuto l'ispirazione per poi dar vita alla legge della similitudine... peccato non poterlo intervistare per chiederglielo! 

Già, perchè il principio dell'omeopatia afferma proprio che un determinato disturbo può essere curato col suo simile... dunque chi soffre d'insonnia verrà curato con caffeina ( Coffea Cruda) e chi ha la dissenteria... ehm... ok sorvoliamo!!!

Per i preparati omeopatici, si parte dall'estratto (succo) della sostanza e poi si effettuano delle diluizioni (cioè viene aggiunto alcool, lattosio...) in maniera graduale ed agitando bene in maniera che l'energia contenuta venga assorbita da quest'ultimo. Ok... in questo momento il 50% di voi stà immaginando tanti "stregoni" con camice bianco che preparano pozioni magiche... resettate la vostra mente... i chimici non sono stregoni... anche se anche nei laboratori chimici si fanno tante magie!

A questo punto si prende la sostanza diluita e si continua con altre 50.000 diluizioni ... avete capito bene! Non ho schiacciato per errore troppi zeri sulla tastiera... il rapporto di diluizione generalmente è di 1:50.000.

Quindi per fare un esempio pratico: 1 cucchiaino di succo puro viene diluito con 50.000 cucchiaini di alcool o lattosio ... ma ripeto questa è la regola generale ed a volte gli omeopati effettuano diluizioni minori... nella migliore delle ipotesi potenze decimali (quindi 1:10)

Poi un altro principio fondamentale per la cura con sostanze omeopatiche è il potere di autoguarigione che ogni individuo ha... il cosidetto effetto placebo, ossia gli effetti positivi che produce, a livello psicologico, la somministrazione di una terapia non farmacologica, in una persona convinta di assumere una medicina efficace... qui non aggiungo commenti, in quanto Freud è morto dopo una vita di studi senza essere riuscito a capire fino in fondo la mente umana... io non riuscirei a fare meglio di lui!

Ma affiancate all'omeopatia esistono anche la naturopatia e la fitoterapia... ne avete mai sentito parlare?

La naturopatia arriva dagli USA ed il "papà" è John Scheel che nel 1895 ha coniato questo termine Nature's Path (Sentiero della natura) ... cioè prevenire la malattia mantenendo o ripristinando il presunto "equilibrio energetico" di ogni persona. Le pratiche naturopatiche possono essere molto varie: massaggi, aromaterapia, riflessologia plantare, cromoterapia... e tanti altri.

Sotto tanti aspetti assomiglia alla tradizionale medicina cinese... ma non pensate al massaggio che avete fatto quest'estate in spiaggia ... di cinese (forse) aveva solamente la ragazza a cui avete dato i vostri soldi!

I naturopati (quelli seri) hanno una licenza o una registrazione, basata su studi in medicina e tentano di curare la persona a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale.

Per ultima... ma non ultima come si dice: la fitoterapia che sfrutta il principio attivo di una pianta, cioè la particolare molecola con proprietà medicamentose  che può trovarsi in maggiore concentrazione nella radice, nella corteccia, nella foglia, nel fiore o nel frutto.

Vi porto un esempio: pensate all'aglio... avete capito bene... quello a spicchi che utilizzate in cucina... non tutti sanno che l'aglio che solitamente utilizzate come insaporitore per i vostri piatti, ha la capacità di ridurre il colesterolo e la pressione arteriosa ed ha una potente azione antibatterica soprattutto per le prime vie respiratorie grazie alla allicina (principio attivo)... però evitate di farne uso quando avete in programma una serata romantica altrimenti curate il corpo ma poi siete costretti a lasciarlo in garage...

Ed altro esempio: la rucola che viene utilizzata come in molti piatti... gnam! Visto l'orario ho quasi fame... pochissimi sanno che in quantità elevate è tossica a causa della presenza di acido erucico ... Sapete che questa pianta venduta in sacchetti al supermercato ha origini antichissime? Pensate che gli antichi romani attribuivano alla rucola proprietà afrodisiache ... e la letteratura riporta che i romani fossero dei grandi amanti! Vuoi vedere che il loro segreto era mangiare ogni giorno "straccetti" di carne con rucola e grana?

A parte questa parentesi, anche per la fitoterapia esiste una vera e propria  Società Italiana di Fitoterapia (S.I.Fit.), fondata a Siena nel 1992 la quale promuove la ricerca scientifica sulle piante medicinali ed opera per la seria informazione e divulgazione delle nuove acquisizioni in materia.

Bene! Se sei arrivato a leggere fino a qui vuol dire che queste chiacchiere di oggi ti sono piaciute e sono state interessanti, quindi ti ringrazio ... ah ... se ti stai chiedendo il perchè nulla è stato accennato sulla medicina tradizionale ti dico semplicemente che è vero che sono un chimico, ma non ho avuto la fortuna di lavorare in una azienda farmaceutica e quindi non sono in grado di spiegarti cosa mettono nelle medicine che ti prescrive il medico di famiglia.

Provo a contattare qualche caro amico più fortunato e se scopro le loro "formule magiche" di preparazione... magari scrivo altre due righe!

Se invece ti stai chiedendo il perchè un medico ti prescriva un medicinale piuttosto che un altro... bhè, questo ti chiedo la cortesia di chiederlo a lui... rispondendonti potrei essere passibile di denuncia! 

Qualunque sia la tua scelta deve essere rispettata, perchè la salute è la tua... però ogni tanto poniti delle domande ... proprio come ho fatto io oggi!

 

 

 

 

Mc Donald? Si ma con ...

Mc Donald? Si ma con ...

 

 

Ma siamo sicuri che ai bambini piaccia mangiare al Mc Donald?
Ieri dopo una giornata a Merano, tra mercatini, giri in trenino, acquisti di caramelle e lecca- lecca e dopo file kilometriche in autostrada, decidiamo di fermarci a mangiare al Mc Donald.

Era già da da una mezz'oretta che la baby continuava a ripetere che aveva fame ... ed aveva ragione poverina... erano quasi le 21.00. 

Decidiamo di mangiare al MC Donald e farle provare come priva volta l'Happy Meal ...

Quale bambino dice di no ad una scatolina colorata, con raffigurazioni di cartoni animati in cui dentro c'è la sorpresa?

Dopo l'euforia iniziale di dover aprire il "pacchetto" regalo... la baby inserisce il naso nel pacchetto e come prima cosa naturalmente tira fuori il giochino:

"guardate mamma- papà! Un regalo! 

Al che iniziamo a mangiare e le diciamo:

" Dai amore, assaggia anche tu le McNugget" (pezzetti di pollo impanati per chi non le conoscesse)...

Lei invece inizia a mangiare le patatine... poi prende un pezzettino di pollo in mano ... lo guarda e lo assaggia.

" Ma è come il dinosaura di Geoge! (qui Peppa Pig ha colpito ancora)!!!

Finiamo di mangiare e ci mettiamo di nuovo in macchina per tornare a casa e le chiedo:

" Allora amore... ti è piaciuto mangiare al Mc Donald?" 

Lei: " mmm... si!"

"Amore, ma non sei convinta!"

Lei: " Sai mamma... a me il regalo è piaciuto, però la pappa che c'era non era buonissima"

" Ok amore, la prossima volta allora mangiamo da qualche altra parte"

Dopo alcuni minuti di silenzio, la baby salta su e dice:

" Mamma, sai cosa facciamo? La prossima volta che andiamo dalla signora "Donnal" anzichè prendere il pollo tagliato piccolo piccolo, io gli chiedo se mi prepara le tagliatelle al pomodoro!"

Risata generale in macchina e poi aggiunge:

" Mamma, dici che se gli faccio vedere che mangio tutte le tagliatelle al pomodoro anzichè un regalo me ne da due?"

Questa cosa mi ha fatto riflettere...

la strategia commerciale adottata è delle migliori: offrire ai bambini un contenitore tutto colorato, raffigurante i cartoni animati e contenente un regalo ... cosa chiedere di più? 

Ma se magari pensassero anche ad un menù alternativo, dedicato ai bambini? 

Allora lancio un appello alla "Signora Donnal" come la chiama mia figlia:

non dico che devi prepararci le tagliatelle al pomodoro... ovvio... ma riesci a prepararci qualcosa senza tante salse e salsine e senza due strati di panatura piena zeppa di olio?

Quando riesci faccelo sapere che torniamo di nuovo a trovarti! ^_^

 

- "Aiuto" ... la mamma ed il papà litigano! -

- 'Aiuto' ... la mamma ed il papà litigano! -

Nel caso in cui mamma e papà non sono più in armonia ed all’orizzonte c’è una separazione, come è meglio agire per tutelare il benessere dei più piccoli ed evitare che vivano questa situazione in maniera negativa?

Noi lo abbiamo chiesto ad una esperta: la Dr.ssa Marilena Bonifacio Presidente dell´Associazione "Un amore di famiglia" di Napoli, che ringraziamo ufficialmente per la disponibilità dimostrata. 

-      Buongiorno Dr.ssa, ha voglia di presentarsi?

“Un caro saluto a tutti!

Mi chiamo Marilena Bonifacio e sono una Psicologa Clinica e dello Sviluppo.

Dal 2004 svolgo la Professione sia presso Istituzioni che privatamente e sono specializzata in Psicodiagnosi e Psicoterapia Familiare.” 

-      Come è nata l’idea di aprire un Centro di supporto ed aiuto alle famiglie?

“ Sono appassionata, da sempre alle materie umanistiche e scientifiche e ho deciso di intraprendere il mio percorso di studi universitari senza esitazioni. Dopo un lungo percorso lavorativo che mi ha portato a lavorare per 7 anni, dal 2004 al 2011, presso il Reparto di Onco-Ematologia dell´Ospedale Cardarelli di Napoli con malati di cancro e leucemici maturando una forte esperienza nel campo, mi sono diventata una formatrice ed esperta nella gestione e coordinamento di Case Famiglia.

Qui ho lavorato per anni, confrontandomi con il mondo degli affidi, dell'infanzia e adolescenza, collaborando con il Tribunale dei Minori." 

-      Quale aiuto possono trovare le famiglie che si recano presso la vostra associazione?

“Sicuramente possono usufruire di consulenza clinica per l’infanzia,  l’adolescenza, lo sviluppo ed il sostegno familiare, inoltre possiamo fornire consigli che permettano di trovare e sviluppare il benessere personale e familiare." 

-      Secondo lei come è possibile aiutare una famiglia con figli, nel caso in cui si verifichino litigi causati da incomprensioni tra mamma e papà?

“ A questo proposito vi racconto la storia di una famiglia che si è recata da noi il mese scorso.

Una coppia giovane: lui aveva sui 40 anni, lei poco più di 34, con due figli di cui uno di 7 anni ed uno di 14 anni. La loro richiesta era orientata ad un aiuto psicologico, un supporto che potesse accompagnarli durante il loro periodo di crisi che ormai durava da circa un anno. La signora racconta che sono caduti in questa crisi da quando lei ha scoperto un flirt del marito che non riesce a perdonargli. La tensione in casa é altissima ed ogni minima scusa è buona per dar vita a litigi tra parole “ che volano” ed urla. Decido allora di indagare per capire come i bambini vivono questa situazione e sul loro rapporto con i genitori. Come presupponevo, le reazioni di questi non sono delle più felici: il più piccolo sostiene la mamma, ma è diventato violento e capriccioso, ingestibile; il più grande si chiude in camera nel mutismo assoluto."

-      Quale consiglio ha dato a questa famiglia?

“Alla coppia suggerisco un cammino di terapia, in cui coinvolgeremo tutta la famiglia in vari step…

Tenete presente che le crisi di coppia possono coinvolgere un figlio ancora prima della separazione avvenuta. Hanno infatti prospettive peggiori quei figli che da lungo tempo stavano sperimentando il cattivo funzionamento dei genitori soprattutto se c’erano esplosioni in grida, reazioni violente, aggressioni fisiche. Nella fase tumultuosa non tutti riescono a mantenere la percezione del loro ruolo genitoriale e infatti accade spesso che i bambini vengano triangolati nella conflittualità."

-      Quindi in questi casi cosa è meglio fare per evitare che i figli paghino “il prezzo più alto”?

“ Dobbiamo esaminare cosa accade nel sottosistema genitori- bambino. Infatti la perdita percepita dai bambini della coppia genitoriale è una delle cause principali della loro sofferenza. L'eventuale allontanamento da casa di uno dei due genitori, costituisce forse l'evento più traumatico per il figlio che avrà reazioni diverse in rapporto all'età, al sesso, al livello di maturità, al ruolo occupato nella famiglia e al livello di preparazione emotiva avuto in precedenza.

Ecco perchè durante delle fasi così delicate interpellare un esperto è indice di responsabilitá verso se stessi, verso la coppia e verso i figli."

-      Se non sbaglio la vostra associazione si occupa anche di Disturbi dell’apprendimento

“ E’ corretto! Assieme ad altri colleghi ho istituito un Centro per i Disturbi dell'Apprendimento dove è possibile usufruire di supporto educativo, pedagogico e psicologico per  bambini e genitori. Da circa un anno sono partiti diversi gruppi di sostegno psicologico per coppie, genitori, e persone con problematiche eterogenee."

-      Ma tra le tante specializzazioni, vedo anche che è esperta di sterilità di coppia

“ Si, sono esperta in psicologia della sterilità di coppia. Offro un valido supporto alla genitorialità ferita durante i vari percorsi di fecondazione e PMA."

-      Ha voglia di raccontarci chi è Marilena Bonifacio, quando toglie il "camice bianco"?

“ Sono una moglie, felicemente sposata e sto per diventare mamma di un maschietto di nome Vittorio che descrivo come "la stella ed il canto della mia vita"...Lui rappresenta per me una  nuova avventura, il mio viaggio più bello..

Sono una persona solare, appassionata, che crede in ciò che fa per gli altri.

Amo la vita e tra le mie passioni ci sono gli animali in particolare la mia Cokerina. Ho una passione per la cucina biologica ed i viaggi ed il confronto con le altre culture, dalle quali ogni volta attingo esperienze e nuove energie."

-      Quale è la sua filosofia di vita?

“ La frase che meglio mi rappresenta e che ho scelto per descrivere il benessere a cui ogni individuo dovrebbe aspirare è: 

"Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità.

A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell´animo nostro."  (Epicuro, Lettera a Meneceo)

Cosa c'è nella tua credenza?

Cosa c'è nella tua credenza?

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Mi sono imbattuta in una notizia che ha suscitato in me non poca curiosità e che merita un piccolo approfondimento da parte di tutti...

Vorrei parlarvi di una moda molto diffusa nel regno unito… ovvero quella di mettere in vendita alimenti scaduti… Già! Avete letto bene… alimenti scaduti...

Questo sicuramente comporta dei vantaggi per il portafoglio di chi li acquista …

ma voi sareste disposti ad acquistarli?

Sono sicura la che la maggior parte di voi ha risposto con un secco "NO" alla mia domanda e poi c’è da dire che in Italia al momento la vendita di alimenti scaduti è vietata dalla legge attraverso una normativa.

Ma procediamo un passo per volta…

Sempre più spesso quando andiamo al supermercato ci troviamo di fronte a corsie piene di prodotti alimentari scontati a volte addirittura fino al 50% ed in alcune grandi catene della grande distribuzione addirittura ci capita di imbatterci in vere e proprie isole. A parte le promozioni che sono cosa ben diversa… i prodotti con forti sconti, la maggior parte delle volte presentano una scadenza ravvicinata… a volte un mese, altre volte poche settimane. Le persone vengono invogliate all’acquisto perché riescono ad ottenere il prodotto che utilizzano abitualmente a costi molto più bassi e l’eccitazione del momento porta la maggior parte delle volte a riempire i carrelli… ed a ritrovarsi dopo poco con il contenitore dei rifiuti domestico pieno di confezioni ancora intatte. Ma avete fatto bene ad acquistare quel prodotto in quantità da riuscire a “sfamare” un intero esercito? E siete sicuri che dovete proprio buttarlo via?

Provate a leggere oltre la data di scadenza, anche la dicitura riportata… cosa c’è scritto?

 “Consumare entro il…” oppure “ Consumare preferibilmente entro il”…

Molti di voi staranno pensando… forse c’è un errore… ha scritto due volte la stessa frase…

Provate nuovamente a rileggere quanto ho riportato sopra… la differenza tra le due frasi esiste e stà nella parola “preferibilmente” che in questo caso assume un’importanza notevole. Ora vi dico perché:

  1. Consumare entro il:  vuol dire che l’azienda garantisce la qualità del prodotto entro quella data. Solitamente questa dicitura viene messa sulle confezioni di alimenti deteriorabili: latticini, carne, pesce, prodotti a base di uova, creme. Ecco in questo caso il consiglio è quello di non consumare il prodotto oltre tale data (se proprio non potete farne a meno fatelo al massimo entro le successive 24 ore). Consumare un prodotto con questa dicitura oltre la data di scadenza può provocare anche problemi alla salute e non ne vale la pena…
  2. Consumare “preferibilmente” entro il …è cosa ben diversa. Intanto questa dicitura viene applicata ai prodotti lavorati e trattati… o mamma “trattati con cosa”?

Vi porto un’esempio di questo termine: il pane in cassetta o pancarrè che dir si voglia. Ecco in questo caso il trattamento viene fatto con alcool etilico nella parte superficiale del pane come antimicrobico in quanto l’umidità elevata di questo prodotto è l’ambiente ideale per lo sviluppo di muffe. L’alcool etilico in questo caso diventa nostro amico facendo in modo che ciò non accada ed a parte l’odore non proprio piacevole che si sente quando apriamo la confezione, non comporta pericoli per la nostra salute. Per di più i produttori devono attenersi a quanto riportato nel D. 13/07/98 n°32.

Ma torniamo a noi…

In questo caso, le aziende produttrici non garantiscono che il prodotto, dopo la data di scadenza, abbia ancora le stesse proprietà nutrizionali,  la stessa fragranza, lo stesso gusto, ma sicuramente in questo caso non è dannoso per la nostra salute.

Consumare questi prodotti qualche giorno dopo o una settimana dopo la data di scadenza non comporta danni per la salute solamente se prendiamo alcuni piccoli accorgimenti:

intanto prima di mangiarlo osserviamolo: che colore ha? E l’odore? Poi assaggiatene una minuscola parte… piccolina però…come è? Non siate golosi… ho detto “una piccola parte” …

Se non notate differenza con lo stesso prodotto che scadrà fra due mesi… allora potete mangiarlo tranquillamente!

Solitamente ogni prodotto ha una propria Shelf Life, ovvero una propria vita, una durata di conservazione, dove sono fondamentali le condizioni di conservazione. Quindi sicuramente la confezione deve essere chiusa ed integra, l’umidità e l’esposizione alla luce devono essere adeguate… e così via.

Consumare alimenti che vanno oltre la scadenza, se le osservazioni fatte fino ad ora non hanno portato alla luce niente di "inusuale"… la nostra salute è salva!

Con questo non dico che quando vi trovate nell’isola “felice” del supermercato voi dobbiate riempire i vostri carrelli di alimenti prossimi alla scadenza… ma se li avete già nella vostra dispensa prima di contribuire al mantenimento degli operatori della nettezza urbana, buttando via anche una buona parte di soldi… effettuate una attenta valutazione.

Dopo questa chiacchierata, quanti di voi avranno cambiato idea?

Come sempre attendiamo di sapere cosa ne pensate…

 

3 Mamme per amiche

3 Mamme per amiche

 

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Ciao Ilaria, ci racconti qualcosa di te?

“ Sono Ilaria, mamma di Ginevra Rose 2 anni, ho 37 anni e sono di Roma.

Insieme alle mie amiche Luana e Valentina, abbiamo aperto un associazione “Tre Mamme per Amiche” che si occupa di sostegno alla maternità, un gruppo di mutuo auto-aiuto per aiutare e sostenere tutte le mamme e i papà di latina e provincia."

 

Quindi nella vostra sede cosa fate esattamente?

"La nostra sede è all'interno dell'asilo nido piccole pesti, di Latina, dove Valentina è la titolare ed educatrice. Luana invece è la tesoriera, si occupa della contabilità e di rapporti commerciali. Organizziamo corsi e attività tutto a misura di bambini, dai 0 ai 3 anni, incontri di condivisione sull'allattamento al seno, il sonno del bambino, lo svezzamento, la cura, sull'educazione. Inoltre creiamo anche incontri dedicati alle genstanti."

 

Ma avete anche il supporto di professionisti nell’associazione?

"Si, come supporto abbiamo una Doula, Milvia Foscoli, educatrice Perinatale che ci coordina negli incontri tenuti da lei.

Inoltre altri professionisti: omeopata, ostetriche di Roma, pediatra omeopata.

Poi agli incontri è presente una mamma counseror."

 

Se io fossi una mamma interessata a partecipare cosa dovrei fare?

"Per partecipare è semplice: si diventa soci dell'associazione versando una quota di 20 € annuali, che danno diritto ad un omaggio, a sconti nei negozi di latina e provincia che sono con noi convenzionati.

Una volta alla settimana ci sono sempre degli incontri al parco o in associazione in cui la partecipazione è gratuita.

Poi altre volte invece la partecipazione è a contributo libero (vedi gli incontri con i medici o gli esperti) oppure a contributo fisso di € 5. Nel caso invece delle attività come: yoga, musica in fasce, mamma in forma, massaggio infantile, la partecipazione costa al massimo 10 € a incontro. Naturalmente per chi è interessato a frequentare tutte le lezioni, vengono applicati degli sconti.

Nel caso in cui non si riesca a frequentare, perché magari il bimbo non stà bene o per altre problematiche c’è la possibilità di recuperare la lezione persa."

 

Ma come possono fare le mamme per mettersi in contatto con voi? Avete un sito internet o un blog?

"Al momento il blog è in fase di realizzazione, ma siamo presenti in facebook ed utilizziamo un servizio newsletter per informare chi è interessato delle varie iniziative del mese. Per chi non ha un profilo facebook c’è la possibilità di entrare in contatto con noi attraverso la nostra email: tremammeperamiche@gmail.com oppure attraverso whatsapp."

 

Però sono curiosa… da dove è nata l’idea di creare questa associazione? Era una tua necessità o un tuo sogno?

"Quando sono diventata mamma mi sono resa conto che pur avendo tante amiche, ero sempre sola...non avevo amiche mamme con cui condividere chiacchiere su pannolini, notti insonni, ansie, paure...e poi mi mancavano i consigli di mamme più esperte di me (si, ok il pediatra, la mamma, la sorella, la zia...ma in certi casi ti può capire solo una mamma che lo vive.

Così la prima cosa che ho fatto è stata cercare un gruppo di mamme con bambini piccoli, neonati e poi ho cercato tramite consultorio, chiedendo eventualmente informazioni a riguardo...ma nulla...non c'era nulla!!!

Da qui ho preso la decisione di aprire nel 2011 un gruppo su facebook e visti i bei risultati di partecipazione attiva ho iniziato le mie ricerche volte a trovare una location per avere una sede fisica, dove creare l’associazione. E’ stato li che ho pensato a Valentina, una amica di sempre che trascorre le giornate educando i bambini, e poi ho avuto la fortuna di conoscere Milvia, e tra noi è nata subito l'intesa perfetta. Ma eravamo comunque incomplete perché nessuno si occupava della parte tecnica, quindi abbiamo pensato a Luana, mamma di Joshua 6 anni ed amica perfetta per questo ruolo. Tutte unite per creare l’associazione, nata ad aprile 2013 ad hoc per mamme e papà con bimbi piccoli!"

 Ad oggi, se io ti chiedessi quale obiettivo ha Ilaria nel suo futuro, cosa mi risponderesti?

"Il mio obiettivo è quello di coinvolgere più genitori possibili, comprendendo anche i futuri genitori, in questa nuova esperienza che è essere genitori consapevoli, proponendo loro attività ed incontri che possano portare a scelte ponderate che garantiscano il benessere del bambino."

Ciao Ilaria, ci racconti qualcosa di te?

“ Sono Ilaria, mamma di Ginevra Rose 2 anni, ho 37 anni e sono di Roma.

Insieme alle mie amiche Luana e Valentina, abbiamo aperto un associazione “Tre Mamme per Amiche” che si occupa di sostegno alla maternità, un gruppo di mutuo auto-aiuto per aiutare e sostenere tutte le mamme e i papà di latina e provincia."

 

Quindi nella vostra sede cosa fate esattamente?

"La nostra sede è all'interno dell'asilo nido piccole pesti, di Latina, dove Valentina è la titolare ed educatrice. Luana invece è la tesoriera, si occupa della contabilità e di rapporti commerciali. Organizziamo corsi e attività tutto a misura di bambini, dai 0 ai 3 anni, incontri di condivisione sull'allattamento al seno, il sonno del bambino, lo svezzamento, la cura, sull'educazione. Inoltre creiamo anche incontri dedicati alle genstanti."

 

Ma avete anche il supporto di professionisti nell’associazione?

"Si, come supporto abbiamo una Doula, Milvia Foscoli, educatrice Perinatale che ci coordina negli incontri tenuti da lei.

Inoltre altri professionisti: omeopata, ostetriche di Roma, pediatra omeopata.

Poi agli incontri è presente una mamma counseror."

 

Se io fossi una mamma interessata a partecipare cosa dovrei fare?

"Per partecipare è semplice: si diventa soci dell'associazione versando una quota di 20 € annuali, che danno diritto ad un omaggio, a sconti nei negozi di latina e provincia che sono con noi convenzionati.

Una volta alla settimana ci sono sempre degli incontri al parco o in associazione in cui la partecipazione è gratuita.

Poi altre volte invece la partecipazione è a contributo libero (vedi gli incontri con i medici o gli esperti) oppure a contributo fisso di € 5. Nel caso invece delle attività come: yoga, musica in fasce, mamma in forma, massaggio infantile, la partecipazione costa al massimo 10 € a incontro. Naturalmente per chi è interessato a frequentare tutte le lezioni, vengono applicati degli sconti.

Nel caso in cui non si riesca a frequentare, perché magari il bimbo non stà bene o per altre problematiche c’è la possibilità di recuperare la lezione persa."

 

Ma come possono fare le mamme per mettersi in contatto con voi? Avete un sito internet o un blog?

"Al momento il blog è in fase di realizzazione, ma siamo presenti in facebook ed utilizziamo un servizio newsletter per informare chi è interessato delle varie iniziative del mese. Per chi non ha un profilo facebook c’è la possibilità di entrare in contatto con noi attraverso la nostra email: tremammeperamiche@gmail.com oppure attraverso whatsapp."

 

Però sono curiosa… da dove è nata l’idea di creare questa associazione? Era una tua necessità o un tuo sogno?

"Quando sono diventata mamma mi sono resa conto che pur avendo tante amiche, ero sempre sola...non avevo amiche mamme con cui condividere chiacchiere su pannolini, notti insonni, ansie, paure...e poi mi mancavano i consigli di mamme più esperte di me (si, ok il pediatra, la mamma, la sorella, la zia...ma in certi casi ti può capire solo una mamma che lo vive.

Così la prima cosa che ho fatto è stata cercare un gruppo di mamme con bambini piccoli, neonati e poi ho cercato tramite consultorio, chiedendo eventualmente informazioni a riguardo...ma nulla...non c'era nulla!!!

Da qui ho preso la decisione di aprire nel 2011 un gruppo su facebook e visti i bei risultati di partecipazione attiva ho iniziato le mie ricerche volte a trovare una location per avere una sede fisica, dove creare l’associazione. E’ stato li che ho pensato a Valentina, una amica di sempre che trascorre le giornate educando i bambini, e poi ho avuto la fortuna di conoscere Milvia, e tra noi è nata subito l'intesa perfetta. Ma eravamo comunque incomplete perché nessuno si occupava della parte tecnica, quindi abbiamo pensato a Luana, mamma di Joshua 6 anni ed amica perfetta per questo ruolo. Tutte unite per creare l’associazione, nata ad aprile 2013 ad hoc per mamme e papà con bimbi piccoli!"

 Ad oggi, se io ti chiedessi quale obiettivo ha Ilaria nel suo futuro, cosa mi risponderesti?

"Il mio obiettivo è quello di coinvolgere più genitori possibili, comprendendo anche i futuri genitori, in questa nuova esperienza che è essere genitori consapevoli, proponendo loro attività ed incontri che possano portare a scelte ponderate che garantiscano il benessere del bambino."